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DENTRO I PAESI

Mostra fotografica


Valli del Natisone 1968 
Fotografie di Riccardo Toffoletti

 

 

Dopo il grande successo riscontrato a Cividale del Friuli, la mostra “Dentro i paesi” si è trasferita a Udine, proposta dalla Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio in collaborazione con il Centro studi Nediža, che l’ha ideata e realizzata. L’occasione è stata l’edizione 2007 della manifestazione cittadina “Friuli Doc”, durante la quale gli spazi interni ed esterni di Palazzo Florio hanno ospitato le manifestazioni culturali legate al territorio delle Valli del Natisone. 

La mostra composta di 42 fotografie in bianco e nero, realizzate dal fotografo Riccardo Toffoletti durante le sue incursioni nelle Valli del Natisone alla fine degli anni ‘60, è stata presentata nel suo complesso per la prima volta dopo il 1968. In realtà l’ idea di presentare il lavoro è avvenuta a cura della Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio nel 2005 nell’ambito del progetto comunitario integrato Leader plus, Il Centro multimediale di documentazione sulle risorse dell’ambiente naturale ed umano delle Valli del Natisone, nell’ambito del quale è stato tra l’altro prodotto il DVD Le Valli di Riccardo Toffoletti (www.cm-torrenatisonecollio.it). 

“Un salto indietro di quarant’anni che, allo stesso tempo, ci fa ricadere sul posto, nel nostro presente”: con questo slogan, gli organizzatori hanno voluto sintetizzare il significato dell’iniziativa. Perché le immagini di Toffoletti, nel loro asciutto bianco e nero e nella loro efficace immediatezza – un consapevole richiamo agli stilemi del Neorealismo – pur testimoniando una situazione di miseria materiale oggi per certi versi superata, al contempo offrono l’occasione per una serie di considerazioni di bruciante attualità. La mancanza di possibilità concrete di lavoro, l’abbandono del territorio, il collasso demografico, le emergenze ambientali, questioni aperte che da quattro decenni sono state affrontate in modo inefficace con l’avvicendarsi di “piani strategici di sviluppo” rimasti regolarmente sulla carta, oggi più che mai pongono degli interrogativi sul futuro delle Valli del Natisone. Un futuro che si fa sempre più prossimo, che – potremmo dire – è già quasi alle spalle ed insegue il presente… 

Un atto di denuncia, quello di Toffoletti, che decise di indagare quest’area e la sua comunità penetrando nei paesi e nelle case, entrando in contatto con le persone, registrando una realtà di stenti ed abbandono che contraddiceva, con l’onestà intellettuale del suo approccio, la rappresentazione pittoresca ed edulcorata della vita contadina, cara ad una certa visione “turistica” e mistificante. Il suo atteggiamento fu in parte condizionato anche dalla presenza delle servitù militari, che gravavano pesantemente su questa terra di confine e impedivano di fatto la realizzazione di vedute paesaggistiche. Un paesaggio all’epoca ancora ordinato dal plurisecolare lavoro rurale e che ora è nella quasi totalità abbandonato allo strapotere del bosco, segno inequivocabile della progressiva sparizione dell’uomo.  

I 42 ingrandimenti 40x40 e 40x50 alla gelatina-bromuro d’argento, ristampati per l’occasione dai negativi originali a cura dell’autore, rappresentano un’ulteriore ricercatezza e preziosità, in controtendenza rispetto al frequente utilizzo della stampa digitale nelle mostre fotografiche di carattere “storico”. 
L’allestimento comprendeva anche un ricco apparato informativo, necessario per inserire le immagini nel contesto sociale e politico delle Valli del Natisone al tempo in cui esse furono realizzate e, contemporaneamente, di suggerirne una lettura attuale, anche in considerazione delle problematiche ancora irrisolte che la comunità delle Valli si trova tuttora costretta ad affrontare, soprattutto le conseguenze dell’incessante emorragia demografica.

  

IL FOTOGRAFO RICCARDO TOFFOLETTI RACCONTA ...

Dalla fine del  1967 all’estate del 1968, ossia per una decina di mesi, viaggiando con una vecchia Fiat cinquecento durante i week-end e percorrendo le Valli del Natisone con la Rolleiflex, avevo ricavato volti di vita, immagini di luoghi, di interni e di case in tutti i comuni della zona.
Quell’esperienza non fu improvvisata, perché in quegli anni in cui l’Italia settentrionale ostentava sviluppo (comunque distorto  e senza progresso) all’estremo nordest i paesi continuavano a spopolare e le storiche attività venivano abbandonate.
Sentivo la responsabilità, il bisogno etico  di documentare una situazione di degrado e la vita di una comunità, di una minoranza isolata che dimostrava il proprio orgoglio nonostante le umiliazioni e le disgrazie della storia.
Non risultava che altri fotografi avessero esplorato quel territorio, per cui la verginità fotografica dei luoghi fecero da ulteriore stimolo all’iniziativa.
L’esposizione venne presentata a Udine e Cividale nel novembre e dicembre del 1968: ottenne recensioni, molti visitatori e sollevò non poche discussioni sui problemi delle Valli.
Negli anni che seguirono diverse immagini di quel reportage vennero ospitate in riviste e storie della fotografia, poi tutto il lavoro venne accantonato
Dopo circa quarant’anni, durante una riunione alla Comunità montana della Valle del Natisone, del Torre e del Collio, indetta per la progettazione di un Museo etnografico, nacque l’idea di riesumare quelle immagini. Pertanto l’ingegnere Duilio Cosatto e la dottoressa Eddi Bergnach coordinarono l’iniziativa, unitamente all’architetto Lorenzo Pevere che realizzò le riprese e la composizione del DVD “Le Valli di Riccardo Toffoletti”.
Devo dire che rimasi inizialmente perplesso sulla validità di riproporre un fotoreportage realizzato molto tempo addietro ed  esemplificativo di uno stile dal quale mi ero allontanato per il naturale evolversi della mia e della generale cultura fotografica. Temevo che quelle immagini risultassero datate.
Ma durante la fase preparatoria, man mano che le stampe uscivano dai cassetti del mio archivio, che venivano disposte nella sequenza da filmare e mentre leggevo alcune suggestive didascalie, mi resi conto che non si trattava di un salto all’indietro ma, come è stato detto, di “un salto che ci fa ricadere nel nostro presente”. Perché, dopo quarant’anni,  sono rimasti inalterati lo spirito di servizio alla comunità delle Valli, le qualità visive, i dati espressivi e le ragioni culturali per cui l’iniziativa venne realizzata nel lontano 1968.
L’attualità del lavoro si è confermata durante la pubblica presentazione nella sede della Comunità Montana. Il calore della serata dimostrava che le fotografie non erano “spietate” (come vennero definite a Udine da uno sprovveduto benpensante), ma vere, partecipate e realizzate per riflettere e discutere.
Dalle attenzioni ricevute, credo si possa dire che il filmato oggi si propone come testimonianza veritiera, che inevitabilmente e giustamente mantiene diversi aspetti critici, ma con intenti costruttivi.
A completamento dell’iniziativa, tutte le immagini del fotoreportage sono state raccolte - con didascalie e testi inediti - nell’esposizione e nel volume denominati  Dentro i paesi, Le Valli del Natisone 1968, fotografie di Riccardo Toffoletti. 
L’inaugurazione della  mostra e la presentazione del libro si sono tenuti il 13 settembre 2007 nelle sale espositive del Palazzo Florio all’Università di Udine.