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Krivapete di Luisa Tomasetig
Krivapete di Luisa Tomasetig

Valli del Natisone. Ci sono sentieri,  che non hanno una meta, o così almeno appare.
Ma t'inducono ad un passo più lento, a un respiro discreto.
Per  lasciarsi guardare, da benevoli sguardi.
Ascoltare le voci che non sai nominare, nè indicare da dove, ti trapassa quel canto.
Sono  luoghi riposti  che sprigionano forze,  che ti mettono al centro di una storia rotonda.
Dove il tempo s'incrocia nei crocicchi nascosti, con leggende e memoria, con il sacro e il profano.
Può succedere allora d'incontrare cascate, custodite dal bosco, che t'invitano al sogno.
O la forma di un sasso che somiglia a una donna, sentinella a una grotta, ma ti lascia passare.
Se risali quel fiume,  fino a dove lui nasce, puoi sentire che ride una bimba selvaggia, e ti fa compagnia.
Può accadere di perdersi perchè  la Morà disorienta gli intrusi, ma poi t'accompagna.
Puoi venire respinto da un tiepido anfratto, perchè dentro una Krivapeta, alla figlia trasmette i saperi.
Dicono, non è prudente, girare da soli !
Io dico invece, che la Natura si svela, e ti offre i suoi doni, solo a chi sa star solo.
Così sono le Valli, madri buone e severe.
Nutrimento del corpo, e dell'anima insieme.
Se ad esse ti abbandoni, come figlio alla madre, puoi sondare gli abissi, e le forre sonanti.
Per trovare, preziosa, la parola perduta.
Quella vera, che unisce relazione ed incontro.
E' il linguaggio materno, che s'intreccia alla madre, e alla Madre Natura, e poi sfocia,  nella lingua segreta dell'infanzia del mondo.
E così, riconciliato, puoi decidere, se andare o restare.
E' questione d'amore.

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zuppa
foto Luca Tassotto

Dalla cucina tradizionale delle Valli del Natisone

Zuppa Mederjauka 
Zuppa con l'erba matricaria

 

Ingredienti

2-3 pugnetti di farina di mais bianco
una noce di burro
2-3 cucchiai di olio d'oliva extravergine
1 litro di latte fresco
un mazzetto di erba matricaria
sale e pepe

 

Preparazione 

Fondere il burro con l'olio in una padella larga. Aggiungere la farina e tostare a fuoco vivo fino a che non raggiunge un bel colore dorato.

In una casseruola a bordo alto scaldare il latte. Aggiungere a pioggia la farina tostata, rimestando velocemente e facendo attenzione a non formare grumi.

La minestra deve avere una consistenza liscia e fluida, altrimenti è necessario aggiungere altro latte caldo.

Lasciare cuocere lentamente per 15 minuti e poi aggiungere l'erba matricaria sminuzzata.

Salare, pepare e insaporire per ulteriori 5 minuti prima di servire.

Teresa Covaceuszach

La foto della zuppa è tratta dal libro "Un amore chiamato Friuli" di Luigi Cremona